Henry Okah a TheTimesofNigeria.com “Femi Falana conosce il nome del consigliere del Presidente che mi ha chiamato. Jonathan è un bugiardo.”

lunedì 11 ottobre 2010 → 21:00 in Nigeria

Con una sorprendente telefonata nelle prime ore del mattino di domenica 10 Ottobre, Henry Okah, che si trova in un carcere Sudafricano per le bombe esplose il 1 Ottobre, ha dichiarato a TheTimesOfNigeria di aver rivelato al suo avvocato, Femi Falana, l’identità del consigliere del Presidente Goodluck Jonathan che lo ha chiamato.
Henry OkahIn un’intervista esclusiva con Thetimesofnigeria.com dalla sua prigione sudafricana, Okah ha sostenuto che non aveva nulla a che fare con l’esplosione dicendo che alla fine sarà assolto dal tribunale sudafricano.
Okah ha descritto presidente Jonathan come “un bugiardo che continua a ingannare i nigeriani dicendo che è tutto a posto quando in realtà il delta del Niger è in tumulto. I combattenti nelle insenature sono armati fino ai denti e lui sta mentendo ai nigeriani sullo stato delle cose “.
Di seguito sono riportati gli stralci della telefonata con il giornalista di TheTimesofNigeria (TON).
TON: Buon giorno sig. Okah. Grazie per la chiamata. In primo luogo, vi sono un po’ di dubbi circa l’autenticità di queste chiamate. Mi ricordo che Lei ha concesso un’intervista a Aljazeera e una al giornale NEXT. Come possiamo garantire che Lei è chi sostiene di essere ?
Okah: Davvero sono molto preoccupato che la gente sia arrivata a questo punto. Il reporter di Aljazeera mi ha già intervistato in passato e conosce la mia voce molto bene. Questa linea è sotto controllo e gli agenti della sicurezza possono effettivamente fare una analisi della voce che effettua le chiamate.
Questa è una società civile e qui, a differenza della Nigeria, ci sono le leggi. Sono ammesse le chiamate telefoniche. Io non sono un condannato, ma solo un detenuto. I Nigeriani un giorno conosceranno la verità.
TON: Lei ha affermato nel suo colloquio con Al Jazeera che uno stretto collaboratore del presidente Jonathan l’avrebbe chiamata per convincere il Movimento per l’emancipazione del delta del Niger (MEND) a ritirare la rivendicazione per l’attentato di Abuja. Capisce che i nigeriani sono piuttosto scettici sulle sue affermazioni considerando che lei ha rifiutato di rivelare l’identità della persona che le ha inviato messaggi e l’ha chiamata al telefono ?
Okah: Non voglio essere affrettato o precipitoso nel rivelare il nome. Io non voglio essere utilizzato per ottenere un fine politico da parte di chiunque. Ho rivelato l’identità del consigliere del Presidente al mio avvocato nigeriano, il signor Femi Falana. Falana conosce la persona e lo stesso Presidente Jonathan conosce la persona perché lo ha mandato lui.
TON: questa persona ha già agito in passato come tramite tra lei e il presidente Jonathan?
Okah: Sì, sì. Hanno sempre mantenuto i contatti con me. Non voglio rivelarne il nome proprio ora se non al signor Falana con il quale comunico con regolarità. Ho parlato con lui il giorno che sono stato arrestato e continuo a parlare con lui regolarmente. Se rivelo il nome al pubblico può essere strumentalizzato politicamente da coloro che sostengono che è stato pagato da parte dei politici del Nord e può essere rimosso dal suo incarico.
TON: A proposito di attenzione da parte dei politici del Nord, ci sono articoli in alcuni giornali nigeriani che affermano che sono stati pagati 100 milioni di dollari da parte del presidente Ibrahim Babangida (ex dittatore della Nigeria, candidato alle presidenziali del 2011) per orchestrare le esplosioni in Abuja. E’ vero questo?
Okah: Rido, perché nulla può essere più lontano dalla verità. Io, che prendo i soldi da qualcuno? Impossibile. Non l’ho mai fatto e non riusciranno mai a compromettermi. Quando sono stato trattenuto per quasi due anni da parte delle autorità nigeriane, sia in Angola e Nigeria sono state fatte molte offerte per comprami, ma io ho sempre rifiutato.
Mi sono state offerte concessioni petrolifere e un ruolo nel governo alla fine del mandato di Yar’Adua, ma io ho rifiutato ed sono tornato in Sud Africa dopo che il processo contro di me è stato chiuso.
TON: Ma lei ha mai incontrato personalmente Babangida o uno dei suoi stretti collaboratori in passato?
Okah: No, no, no. Io non lo conosco e non lo ho mai incontrato, né posso simpatizzare con lui. Questo è uno dei motivi per cui ho deciso di non rivelare i nomi in questo momento se non ai miei avvocati. Ho riso quando lei ha citato centinaia di milioni di dollari. Se mi fosse stata data la cifra di cui parla non farei fatica a pagare le spese legali che devo sostenere quì. Io non ho questa quantità di soldi e nessuno me li ha offerti.
TON: Lei e il presidente Jonathan siete entrambi da Stato di Bayelsa (uno dei nove stati che compongono il delta del Niger). Lei lo conosce personalmente e ha qualcosa contro di lui?
Okah: No, no, no. Niente di personale, assolutamente. Tutto è basato sui principi. Guardi, nell’ultimo periodo di presidenza Yar’Adua ha fatto del suo meglio. Lui non era perfetto ma era sulla buona strada. Ha iniziato i blocchi di costruzioni che avrebbero permesso di iniziare a risolvere la crisi dell delta del Niger. Ma dal momento che in cui Jonathan è diventato presidente ha abbandonato tutto e si è circondato di un gruppo di cattivi consiglieri e hanno proceduto a comprare alcune persone al di fuori. Lei ha sicuramente visto queste persone che sfilavano ad Abuja in qualità di membri del Mend e che ora stanno sostenendo che non ci sono più combattenti nelle insenature.
Si ingannano e vi stanno ingannando. I combattenti nei Creek sono armati fino ai denti e pronti ad esplodere. Tutte quelle persone che stanno spacciandosi come membri del Mend sono criminali che hanno risolto i loro problemi, con l’eccezione di Boyloaf (Victor Ben Ebikabowei) e Farah Dagogo. Ateke Tom non è mai stato un membro del Mend, ma io l’ho anche aiutato. Ho aiutato Tompolo e altri di loro durante la lotta tra Ijaw e Itshekiri.
Non sono mai stato il leader del Mend. Io sono solo un simpatizzante. Io credo in una giusta lotta. Una giusta lotta. Ma io non sono un combattente. Non mi importa da dove viene un Presidente. Io penso solo alla questione della giustizia e dell’uguaglianza. Yar’Adua che veniva dal nord ha fatto di più per il delta del Niger di quello che Jonathan sta facendo adesso. Comprare un po’ di persone non risolverà il problema del Niger Delta. Non si tratta della Presidenza, ma della giustizia.
TON: Ma la sua casa in Sud Africa è stata perquisita due giorni prima dell’esplosione. Che cosa hanno trovato ?
Okah: Sono arrivati con un mandato di perquisizione e molti agenti della sicurezza. Nulla è stato trovato e questa è stata la ragione per cui non mi hanno arrestato. Il mio arresto è il risultato di pressioni diplomatiche da parte del governo nigeriano. Stiamo richiedendo la libertà su cauzione e sono fiducioso che possa essere concessa perché nessuna prova è stata presentata davanti al giudice. Non un’unica prova.
Sò che le nove persone arrestate in Nigeria sono state rilasciate. Come ho fatto a far esplodere una bomba dal Sud Africa? Io non ho idea di cosa stanno parlando. Il presidente Jonathan è arrabbiato perché mi sono rifiutato di fare quanto mi avevano proposto. Perché hanno creduto che avrei fatto pressioni sul Mend per emettere una ritrattazione, e sulla base di questo sono andati avanti ad affermare che il Mend non era coinvolto nelle esplosioni. Sono stato arrestato solo due ore dopo che ho rifiutato la loro richiesta.
Bip, bip, bip (beep dal telefono)
Mi dispiace che il mio tempo è scaduto e devo chiudere ora. Dì ai nigeriani che sarò vendicato. Io non ho fatto nulla di sbagliato e il tribunale dovrà lasciarmi libero.

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