Nigeria, il Mend attacca la parata per il 50° dell’indipendenza del Paese.

venerdì 1 ottobre 2010 → 16:23 in Nigeria

Il Mend annuncia l’attentato e invita a sgomberare l’area, il comunicato del gruppo viene completamente sottovalutato dalle forze di sicurezza nigeriane, poi due esplosioni che causano almeno quindici morti nella capitale Abuja.
Il principale gruppo militante nigeriano, il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger (Mend) dopo una tregua di diversi mesi è tornato a farsi vivo questa mattina. Con un comunicato inviato alle principali agenzie il gruppo annunciava gli attacchi nella capitale, mai sfiorata fino ad oggi dalla lotta armata portata avanti nel delta del Niger.
“Con il dovuto rispetto per tutti gli ospiti invitati, i dignitari e tutti i partecipanti al 50° anniversario dell’indipendenza della Nigeria che si svolge oggi, Venerdì 1 Ottobre 2010 presso l’Abuja Eagle Square, il Movimento per la Emancipazione del Delta del Niger (Mend), chiede a tutti di iniziare subito l’evacuazione di tutta l’area entro i prossimi 30 minuti. Questo avviso scade dopo 10.30
“Diversi ordigni esplosivi sono stati piazzati con successo dentro e intorno alla sede della parata da nostri operatori che lavorano all’interno dei servizi di sicurezza del governo.
“Vi invitiamo ad evacuare la zona e a mantenere una distanza di sicurezza dai veicoli e dai cassonetti.
“Non c’è nulla che vale la pena di festeggiare dopo 50 anni di fallimento. Per 50 anni, i popoli del Delta del Niger hanno avuto le loro terre e le loro risorse rubate. La costituzione prima dell’indipendenza è stata mutilata dai militari e dai governi illegali che hanno preso il controllo delle risorse e questa ingiustizia è ancora da affrontare. “

La dichiarazione è stata firmata dal portavoce del gruppo, Jomo Gbomo, ma evidentemente, ancora una volta, sottovalutata dai servizi di sicurezza nigeriani e dai politici nigeriani.
Poco dopo le 10 e 30, come purtroppo annunciato dal gruppo, diverse esplosioni hanno scosso la parata. Secondo quanto riferito in un primo momento dalla polizia alla Reuters “ otto persone sarebbero morte e tre rimaste ferite in seguito all’esplosione di due autobomba oggi nella capitale della Nigeria, non lontano dalla parata che celebrava il 50esimo anniversario dell’indipendenza del paese con la partecipazione di diverse delegazioni straniere.” Successivamente un giornalista locale dichiarava alle principali agenzie di stampa di aver contato almeno 15 vittime.
Torna dunque alla ribalta il Movimento di emancipazione del Delta del Niger (Mend), e lo fa ancora una volta in maniera “spettacolare” colpendo per la prima volta la capitale della federazione Nigeriana, lontanissima dalla dura realtà degli inquinati acquitrini del delta. Probabilmente non voleva far vittime il movimento, voler tornare a far parlare di tutto quello che “è stato promesso e non è stato fatto” nel delta del Niger a pochi mesi dalle incerte elezioni presidenziali.
Proprio in nottata la polizia sudafricana aveva perquisito la casa di Johannesburg di Henry Okah, il leader del Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend). La perquisizione, secondo quanto riportato da SaharaReporters , è avvenuta su richiesta delle autorità nigeriane che hanno sostenuto che il signor Okah fornisce le armi ai combattenti nella regione del Delta del Niger .
Circa 40 poliziotti in borghese avrebbero “invaso” la casa di Mr. Okah alle 3:00 di ieri mattina. Hanno distrutto i pesanti cancelli che conducono alla casa ed utilizzato “pesanti attrezzature” per distruggere la porta principale che conduce alla sua abitazione e alla guest house.
I poliziotti hanno passato 10 ore nella casa di Okah, ma non sono riusciti a trovare alcuna arma.
Invece, hanno portato via i computer portatili e i telefoni cellulari appartenenti alla moglie, alla figlia e ad Henry Okah stesso, che rimane libero, ma è incerto se la polizia tornerà o meno da lui.

Nel 2008, Okah, che aveva vissuto in Sud Africa, è stato arrestato in Angola dalle autorità angolane che agivano su richiesta del governo nigeriano. Fu deportato nel 2009 in Nigeria dove è stato detenuto in isolamento e processato segretamente a Jos dall’alta corte federale, accusato di ben 62 reati, tra cui terrorismo, possesso illegale di armi e tradimento. Ma nel 2009, il governo con un accordo di amnistia con diversi altri gruppi del Delta del Niger lo ha liberato. Okah è tornato a vivere in Sud Africa, ad eccezione di un breve viaggio in Nigeria per partecipare ad un incontro con il defunto leader nigeriano, Umaru Yar’Adua, sul processo di amnistia. Il programma di Amnistia non è riuscito a fare molti progressi e la pace nella regione del Delta del Niger rimane fragilissima.

Okah nella serata ha dichiarato al Times of Nigeria per telefono dal Sud Africa che era sconvolto per le esplosioni dopo che è stato informato da un reporter della British Broadcasting Service(BBC). “Stavo facendo un pisolino quando un giornalista della BBC ha chiamato per sapere delle esplosioni di Abuja. Non sapevo nulla ed ero scioccato, come tutti. Il governo dovrebbe guardarsi dentro per risolvere il suo problema interno. Io vivo in Sud Africa non Nigeria “. Ha dichiarato Okah al telefono.

Sempre secondo The Times of Nigeria la Presidenza ha anche  fatto un disperato tentativo, del tutto inutile, di raggiungere il signor Okah nei giorni scorsi.
Un ex commissario  Stato di Bayelsa – secondo il quotidiano del delta – , che attualmente lavora come un consulente  per il presidente Goodluck Jonathan ha cercato di stabilire la comunicazione tra Okah e il presidente Jonathan, ma presumibilmente Okah ha rifiutato di parlare con Jonathan.
Il Ministro degli Affari del Delta del Niger, l’anziano Godsday Orubebe ha anche detto di aver fatto diversi tentativi di raggiungere Okah al telefono, ma le sue chiamate non hanno avuto risposta. Orubebe è servito in passato come intermediario per i gruppi ribelli che operano nel Delta del Niger.

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