I leader della Nigeria disposti a dialogare con Okah per la pace

mercoledì 3 ottobre 2012 → 15:05 in Nigeria

Il Presidente della Nigeria Goodluck Jonathan sembra voler offrire a Henry Okah. accusato di terrorismo, un ramoscello di ulivo per pacificare l’instabile regione del Delta del Niger.
La stampa internazionale continua a seguire con interesse il processo al presunto leader del Mend, processo che si è aperto con una sorpresa. Il Ministro del Delta del Niger Godsday Orubebe ha detto lunedì alla South Court Gauteng di Johannesburg che, nonostante il grave danno che il duplice attentato del 1 Ottobre 2010 ha causato alle famiglie delle vittime, il dialogo con i membri delle fazioni in guerra si è rivelata la migliore strategia di ritorno alla pace nella regione, ricca di petrolio del delta del Niger.
“Durante il suo mandato, il Presidente [Jonathan] ha sempre predicato che l’uso del dialogo è il modo migliore per ottenere il consenso reciproco in materia di contenzioso. Se l’imputato è pronto al dialogo, saremmo molto contenti di confrontarci con lui” ha detto Orubebe durante la sua testimonianza contro Okah.
Okah, il presunto leader del Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend), si trova ad affrontare l’accusa di terrorismo. Okah avrebbe architettato gli attentati che hanno portato alla morte di 12 persone e al ferimento di altre 36 ad Abuja, in Nigeria, durante l’anniversario dell’indipendenza del paese.

Jonathan, come Okah, è di etnia Ijaw e proviene dal Delta del Niger .

Okah è stato in carcere dal suo arresto il 2 ottobre 2010, e tutte le sue domande cauzione sono state respinte. Gli avvocati difensori di Okah sostengono che non ha svolto alcun ruolo negli attentati mortali.

La difesa sostiene che il governo nigeriano ha fabbricato le accuse contro Okah e ha fatto pressioni sul governo sudafricano per negargli la libertà su cauzione con l’accusa che egli avrebbe, una volta liberato, continuato a destabilizzare il Delta del Niger .

Orubebe ha detto alla corte che il MEND, costituito nel 2005, dispone di due fazioni guidate dall’ ex-militante Government Ekpemupolo, detto Tompolo, e una fazione minoritaria legata a Henry Okah, gli ex militanti guidati da Tompolo hanno accettato l’amnistia e abbandonato la ribellione armata, mentre quelli guidati da Okah hanno continuato a combattere.

“Quando il governo nigeriano ha avviato l’amnistia, nel giugno 2009, i militanti guidati da Tompolo hanno visto i benefici del gesto del governo e consegnato le loro armi. Questi sono stati addestrati in competenze pratiche per poter avviare attività di lavoro retribuito nella zona. Ma quelli legati ad Okah hanno rifiutato di consegnare le armi fino alla scadenza dell’amnistia “, ha detto Orubebe.

Orubebe è il primo testimone contro Okah nell’accusa di terrorismo.

Il procedimento è stato rinviato , quando il Giudice Neels Claassen non è riuscito a capire il dialetto del secondo testimone dell’accusa, Victor Ben Selekaye.

Victor Ben, un ex portavoce del Mend ora uomo d’affari, è stato chiamato per testimoniare sul suo coinvolgimento nelle attività del gruppo militante e sul ruolo di Okah.

Victor Ben parlava inglese con un forte accento lingua Ijaw e Claasen ha chiesto al Pubblico Ministero (che sostiene l’accusa ndr) Abrahams Shaun di cercare un interprete nigeriana.

Nonostante i tentativi di Abrahams di tradurre la testimonianza di Ben Victor, Claassen ha insistito sul fatto che aveva bisogno di capire le prove acquisibili dalla testimonianza di “prima mano” per esprimere un giudizio sulla questione.

“Mi dispiace, ma ho bisogno di sentire e di comprendere gli elementi di prova. Se non capisco le sue dichiarazioni, farei un torto all’imputato, perché dovrei fare accertamenti sulla credibilità della traduzione. Propongo quindi rinviare questa testimonianza e cercare un’interprete” ha dichiarato Classen.

Il processo riprende Mercoledì (oggi).

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