Marchionne, i diritti e la Fiom

sabato 11 dicembre 2010 → 0:13 in Manhattan e dintorni

Non è la devastante politica “liberista”, portata avanti da uomini come Marchionne, ad aver causato la crisi, ma chi difende i diritti. Per l’uomo Fiat è la Fiom a “bloccare lo sviluppo del Paese”.
Caro signor Marchionne, se veramente fosse la Fiom a “bloccare lo sviluppo del Paese” saremmo a cavallo. E’ gente in gamba quella, ci si può parlare e sono sicuro che potremmo superare ragionando tutti i problemi. Ma lei signor Marchionne sa benissimo che in realtà la Fiom non blocca lo “sviluppo del Paese”, semplicemente abbassa gli “utili” degli azionisti della sua azienda. Perchè i diritti “costano” e questo per il “rating” di Borsa di un’azienda come la sua non va bene. E lei fine stratega, ha un’idea : abroghiamo i diritti. Geniale! Anche se, purtoppo per lei, credo che in altri tempi sarebbe stato preso a calci dal primo politico democristiano che incontrava. Eppure sull’abrogazione dei diritti del LAVORO e delle PERSONE lei sta costruendo le sue “fortune” e la sua fama in quest’epoca buia.
Lei sa benissimo caro signor Marchionne che la “crisi” mondiale, non quella dei ricchi che diventano sempre più ricchi (come lei e i suoi azionisti), ma quella degli ex ceti medi e dei poveri che diventano sempre più poveri, non l’anno causata coloro che nel Mondo difendono i diritti, come in maniera spesso troppo isolata fa la Fiom qui nel nostro Paese. Non è neanchè causata da “eventi naturali o soprannaturali”. Lei sa benissimo che la crisi mondiale è causata da una “parte” politica, i sostenitori del “liberismo”, quelli che con il liberismo sono diventati sempre più ricchi. La “sua” parte politica caro signor Marchionne.
Gli spacciatori del Liberismo “che farà stare tutti meglio”, quelli di “più concorrenza prezzi più bassi” quelli del “privatizziamo” anche l’aria, quelli del che “cosa importa se in pochi anni abbiamo prodotto 400 milioni di licenziamenti, è colpa della crisi” (una specie di parola magica che nasconde tutte le “colpe”) e per concludere quelli che “le tasse vanno abbassate a ricchi” – lo hanno fatto gli ammirati Stati Uniti nei giorni scorsi, forse è per questo che lei abita lì.
Naturalmente ai colpevoli della crisi vanno aggiunti tutti quelli che hanno abboccato alle favole che raccontava la sua “parte” e che stando alle sue ultime dichiarazioni gli uomini come lei continuano a raccontare.
Io ero a Genova nel luglio del 2001, a contestare il G8 e il liberismo, che ritenevo DEVASTANTI per i popoli del mondo. Allora venivamo definiti, dai media di vostra competenza, No-Global. L’impoverimento delle persone (non quelle come lei) provocato dalle politiche liberiste, che senza essere geni prevedevamo è purtoppo oggi sotto gli occhi di tutti. Avevamo ragione noi e oggi ha ragione la FIOM che difende i diritti, non lei.
Lei è “robba vecchia” caro signor Marchionne.

3 commenti a “Marchionne, i diritti e la Fiom”

sirlad scrive:

Tutto da sottoscrivere, ma nessuna sorpresa. Si sapeva da tempo e oltre all’indignazione e alla paura non abbiamo saputo fare nulla, e, onestamente, io non so nemmeno cosa fare!

flash scrive:

Indignazione! Ci si è dimenticati di indignarsi e quelli che come il sunnominato fà disastri sociali e umani viene anche atteso come quello che può risolverli i disastri umani e sociali. E allora vaffanculo marchionne

fabrizio scrive:

caro Edu la mia paura non è la decisione di Marchionne di uscire dalla confindustria o le affermazioni (superficiali se non addirittura pericolose) sulla Fiom, no la mia paura è nella reazione della gente, sempre più indifferente. L’indifferenza, qualunque cosa accada. Come se la vita fosse solo un reality-show, il successo è nelle mani e allora a che servono i diritti e le associazioni sindacali…
Tra l’altro oggi, 12 dicembre, sono 41 anni dalla strage di Piazza Fontana. In quarantanni il mondo è cambiato molto e anche questo paese ha seguito la sua deriva, chissà come sarebbero andate le cose senza quelle stragi (di stato).

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