Nigeria: Mend fa saltare un oleodotto nel Delta State.

martedì 23 novembre 2010 → 20:06 in Nigeria

I militanti del Movimento per l’Emancipazione del Niger Delta (Mend) hanno annunciato di aver attaccato e distrutto l’oleodotto che collega Obidi alla Raffineria di Warri, nel Delta State.
Le cose stanno rapidamente cambiando nella regione del Delta del Niger, i segnali che la tregua con il governo centrale di Abuja dopo l’amnistia concessa ai ribelli che deponevano le armi, si avviava verso il fallimento lo avevano già segnalato i recenti rapimenti di lavoratori delle piattaforme offshore, ma ora il Mend annuncia il ritorno delle azioni di sabotaggio in grande stile, con possibili drammatiche conseguenze per l’intera economia Nigeriana che per oltre il 90% si basa sulle esportazioni di greggio estratto dalla regione del delta. L’anno scorso il Mend mise in ginocchio il paese riducendo di quasi un milione di barili al giorno la produzione nigeriana, poi l’amnistia e gli accordi con alcuni gruppi di militanti hanno portato ad un periodo di relativa calma che ha consentito alle compagnie petrolifere di riparare i danni e riprendere a pieno ritmo la produzione del greggio e del gas. Ma le cause del malessere della popolazione del delta non sono stati affrontati, quasi trenta milioni di persone continuano a bere acqua non potabile, a vivere senza luce elettrica e fognature, senza strade e scuole e con meno di un dollaro al giorno mentre un’enorme ricchezza viene estratta dalle loro terre. Difficile dire quale sia l’effettiva capacità attuale del Mend, sicuramente indebolito dall’accettazione dell’amnistia da parte di alcuni suoi ex-comandanti e dall’arresto di uno dei suoi simpatizzanti più influenti, Henry Okah. Ma sembra che una nuova generazione di militanti sia pronta a sostituire coloro che hanno deposto le armi e accettato l’offerta di amnistia sempre rigettata dal Mend e dal suo portavoce Jomo Gbomo e il governo nigeriano e influenti major petrolifere che sfruttano le risorse del delta faranno bene a non sottovalutare quanto sta accadendo. Troppe volte l’effettiva capacità del Mend è stata sottovalutata e si è tentato “manu militari” di risolvere con la forza il problema per poi essere costretti a trattare. La JTF, le forze speciali del Governo, hanno dimostrato lo scorso anno la assoluta incapacità di controllare la regione, al di là degli spesso grotteschi comunicati trionfalistici.
Il portavoce del Mend, Jomo Gbomo, ha inviato alle agenzie un comunicato con il quale rivendica l’attacco e proclama: «Domenica verso le 2 di notte, i combattenti del Movimento per l’Emancipazione del Niger Delta hanno attaccato e distrutto l’oleodotto tra Obidi e la Raffineria di Warri. Questo attacco non è il segnale dell’inizio della nostra promessa campagna contro l’industria petrolifera. Questo attacco e altri simili che seguiranno nei prossimi giorni contro gli oleodotti servono per ricordare al governo della Nigeria la futilità di sprecare le risorse della nazione per combattere la guerriglia senza affrontare le cause dell’agitazione nel Delta del Niger».
L’azienda petrolifera di stato ha dichiarato di aver già riparato i danni all’oleodotto Warri-Escravos, danneggiato precedentemente, ma non ha commentato l’attacco del Mend. La raffineria di Warri può produrre fino a 125.000 barili di petrolio al giorno.
L’attacco sarebbe la risposta ad una “presunta” massiccia operazione del governo federale nigeriano per arrestare alcuni militanti nel Delta del Niger. I militari nigeriani hanno liberato anche 19 ostaggi rapiti dal Mend (15 dei quali sulle piattaforme offshore Exxon Mobil) ed avrebbero arrestato un comandante dei ribelli e 62 dei suoi guerriglieri.
La versione del Mend è che il gruppo, che non fa parte del movimento (il campo sarebbe quello il cui comandante fino all’accettazione dell’amnistia era Farah Dagogo) si sia arreso, con la mediazione di due ex-comandanti dei ribelli, lo stesso Dagogo e Boyloaf, e abbia rilasciato gli ostaggi e ha accettato l’amnistia e i soldi offerti dal governo.
“”Tutti i militanti “presumibilmente catturati “da parte dei militari nigeriani saranno presto in giro per le strade del Delta del Niger alla guida di costose auto di lusso” avverte il Mend. “Non c’è stato nessuno scontro e nessun combattimento, le dichiarazioni dei militari e del governo sono false e le nostre affermazioni potranno essere facilmente confermate dagli ostaggi nei prossimi giorni” “Jonathan continua a dire alla Nigeria e al Mondo che può controllare l’agitazione nel Delta del Niger. Quest’uomo è un bugiardo”. La dichiarazione è stata firmata dal portavoce del Mend, Jomo Gbomo.
La sensazione che si ha è che entrambe le versioni siano “addomesticate”. Sicuramente lo è la versione della JTF, che avrebbe occupato 6 campi dei militanti in tre diversi stati, avrebbe arrestato il comandante del campo dove erano detenuti i 19 ostagggi e con lui altri 62 militanti, naturalmente senza sparare un colpo! Fà acqua anche la versione del portavoce del Mend, che aveva rivendicato il rapimento di 14 degli ostaggi rilasciati, per poi “disconoscere” il gruppo che li custodiva.
Con questo clima e i rischi che ne conseguono ci si avvia al periodo caldo della campagna elettorale per l’elezione del nuovo Presidente della Nigeria, elezioni segnate spesso da brogli e violenze che si terranno il 9 aprile 2011.

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