Nigeria, Henry Okah è stato liberato. Poche ore prima il Mend aveva attaccato a Lagos.

lunedì 13 luglio 2009 → 19:58 in Nigeria

Henry Okah è stato rilasciato oggi a Jos. Grandi festeggiamenti in tutti i campi dei militanti degli stati di Bayelsa, Delta, Rivers e Ondo.
I guerriglieri del Mend avevano attaccato ieri sera un terminale di carico delle petroliere nel porto dell’ex capitale nigeriana Lagos. La Julius Berger : “cinque operai sono morti”. Nel comunicato di rivendicazione dell’attacco un saluto al “fratello” Barack Obama in viaggio in Africa.

foto-ril-dal-mend-22-feb-08-henry-okahE’ appena giunta la conferma dalle agenzie di stampa internazionali del rilascio del leader del Mend, Henry Okah. Secondo la BBC il giudice ne ha decretato la liberazione oggi dopo che il governo federale ha ritirato le accuse contro di lui. Uno degli avvocati di Okah ha confermato che il suo cliente è stato liberato ed è in viaggio per la capitale Abuja. Quando la notizia della liberazione di Okah è giunta nelle insenature e nei villaggi del delta in tutti i campi dei militanti è iniziata la festa. Thetimesofnigeria.com riferisce di grandi fuochi nei villaggi e di colpi sparati in aria – ” I Militanti nel Delta del Niger degli stati di Bayelsa, Delta, Rivers e Ondo hanno selvaggiamente sparato in aria, quando la notizia della liberazione di Okah ha raggiunto i loro campi”.
Il rilascio di Henry Okah, di cui avremo maggiori dettagli nelle prossime ore, è venuto poche ore dopo che il Mend aveva lanciato un duro attacco a Lagos.
«Alle ore 22,30 uomini del Mend pesantemente armati hanno condotto un attacco senza precedenti all’Atlas Cove Jetty a Lagos. Le petroliere e le navi cisterna ancora presso quella struttura sono al momento in fiamme». Così recita il comunicato con cui Jomo Gbomo, portavoce del Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger, ha annunciato l’avvenuto attacco contro un terminale per il carico del greggio nella ex capitale nigeriana Lagos. Nel pomeriggio un responsabile del soccorso dell’impresa di costruzioni privata Julis Berger ha detto che cinque operai sarebbero morti carbonizzati nell’attentato.
Nello comunicato di rivendicazione dell’attacco il Mend ribadisce quanto già annunciato nei giorni scorsi “da adesso in poi useremo la tattica del doppio binario”. Proseguiranno gli attacchi alle installazioni petrolifere delle compagnie straniere e dei consorzi e contemporaneamente, però, saranno formulate richieste e proposte politiche, «dopo le adeguate consultazioni con tutti gli interessati, tra le popolazioni della regione, con i capi militari e con Herny Okah». Dopo queste consultazioni sarà selezionato un gruppo di negoziatori che dovrà trattate con Timi Alaibe, il consigliere speciale del Presidente per gli affari del delta del Niger, nominato dal governo federale nigeriano pochi giorni fa. Il Mend dopo la nomina aveva fatto sapere di essere soddisfatto della scelta di Alaibe, “un uomo che rispettiamo e con il quale si può lavorare”. Con toni biblici, il Mend ha battezzato uragano «Mosé» l’ultima fase degli attacchi contro le multinazionali e «Gruppo Aronne» il comitato dei negoziatori. La minaccia sottintesa nel comunicato è che «una piaga» si abbatterà sul governo federale nigeriano se le richieste del Mend non saranno affrontate in un’adeguata sede politica.
Il Mend ha anche commentato positivamente la scelta di Barack Obama di fare tappa in Ghana invece che in Nigeria: “Salutiamo nostro fratello Barack Obama per aver scelto il Ghana invece di stati fallimentari come la Nigeria, l’Angola o la Guinea Equatoriale per la sua prima visita nell’Africa sub-sahariana”, si legge nel testo. «Vorremo cancellare dalla memoria immagini come quella dell’abbraccio tra Clinton e Obasanjo [l’ex presidente nigeriano, ndr]», scrive Jomo Gbomo.
L’attacco a Lagos, una città distante centinaia di chilometri dal Delta del Niger, di solito zona di operazioni del Mend, è uno smacco per l’esercito e per la marina militare nigeriana che non è riuscita a impedirlo. Ed è anche l’ennesimo segnale dell’accresciuta e sottovaluta capacità militare del Mend, che per la prima volta ha lanciato un attacco «nazionale». Secondo alcuni testimoni, nella zona del terminale attaccato si sono sentite esplosioni e colpi di arma da fuoco. La sparatoria sarebbe durata una trentina di minuti, ma non ci sarebbero state vittime né tra i guerriglieri né tra le forze di sicurezza.

6 commenti a “Nigeria, Henry Okah è stato liberato. Poche ore prima il Mend aveva attaccato a Lagos.”

Andrea scrive:

Grazie Edo,

come sempre sei una fonte di informazione preziosissima per conoscere la realtà del MEND. Il fatto della clandestinità è quasi incredibile.. difficilmente l’esponente maggiore di una guerriglia ha potuto evitarla.

Hai perfettamente ragione; il MEND è una realtà originalissima. I loro comunicati sono intrisi di profondo realismo e ( come tu stesso dici) mai intempestivi. Ad esempio se paragonassimo i comunicati del MEND e delle FARC ( senza soffermarci sulle profonde differenze ideologiche, storiche e politiche) noteremmo come i comunicati fariani manchino di quella capacità di parlare con semplicità alla gente,ai soldati, che è invece propria del MEND. In un certo senso l’abbandono di certe parole chiave, di certe idee fuori tempo e l’assoluto realismo ,nonche una totale trasparenza, danno al MEND una freschezza che non ha eguali in altri organizzazioni armate ( dal PKK ai maoisti naxaliti)…

Edo scrive:

Inizio..dalla fine. Okah, questo l’ho scoperto nel tempo, non è mai stato in clandestinità. Nella regione del delta, tutti, compresi i governatori, sapevano che dovevano chiamare “Master” (il soprannome di Okah… un “vezzo” comune nel Paese quello del soprannome) se volevano parlare “autorevolmente” con i militanti. Dopo il suo arresto la “grande” stampa internazionale lo ha defenito il “capo” del Mend.
Difficile parlare di un capo in un “movimento”, il Mend, che è impostato in maniera piuttosto originale, di fatto è solo l’ombrello politico di tutti i gruppi militanti che hanno aderito al progetto, quindi non ha una struttura “gerarchica”, non ha un capo.
Infatti l’inopinato arresto di Okah, mentre si “trattava” col Governo, ha creato problemi enormi al movimento, ma non lo ha fermato. Come non lo hanno fermato le uccisioni “extra-giudiziali” (come le chiama il Mend), di capi e capetti militanti, fatte da polizia e forze speciali dell’esercito e condannate anche da Amnesty.
Quanto detto sopra non toglie che Henry Okah è sicuramente il “leader” più rispettato e riconosciuto nei campi dei militanti del delta e probabilmente fino al suo arresto è stato “Jomo Gbomo”.
Io mi sono convinto che lo abbia descritto in maniera corretta e sincera il fratello, Charles, in un’intervista alla BBC:” Henry ha contribuito in questi anni a trasformare un gruppo di teppisti in un movimento di lotta ben pubblicizzato, che ha saputo far conoscere al mondo i problemi della gente del Delta del Niger”.
A mio modo di vedere un personaggio di grande spessore, che ritengo essere una “risorsa” per la Nigeria e per tutte le popolazioni del delta. Vedremo.
Una delle cose più “incredibili” che ho notato e che mi sono capitate col Mend in questi anni è, che risponde alle domande, spiega. Spesso quando c’era qualcosa che non mi quadrava, voilà, arrivava puntuale il comunicato di “Jomo” che chiariva, spiegava.
E’ capitato anche a te!
Ti chiedevi dei morti civili di Lagos, che ieri sono rimasti sul gozzo anche a me, delle difficoltà di una lotta armata senza vittime.
Ebbene ci è arrivata la loro risposta (l’ho pubblicata in serata) “ ci scusiamo per ogni eventuale perdita civile, che potrebbe essersi verificata nell’attacco di domenica a Lagos”. Insomma ci dicono che qualcosa potrebbe essere andato storto e che gli “dispiace”..anche di “averci deluso”.Il messaggio chiaramente è “anche” per noi, ma principalmente è rivolto alla popolazione del delta che li sostiene. E’ successo raramente che civili fossero coinvolti negli attacchi del Mend e ogni volta il portavoce ha cercato di spiegare e si è scusato.

Andrea scrive:

Come sempre ti ringrazio per la tua risposta puntuale e esaustiva,

Ci tengo a dire che il post di ieri non rispondeva che a una mia personale inquietudine che, per una sorta di transfert, ho pensato interessasse anche altri. Inoltre ieri ho scritto riguardo alla tattica del MEND; anche quello è stato un errore, di gran lunga migliore la tua posizione. Se gli strateghi del MEND non sono ancora dei VO NGUYEN GIAP è anche vero che si sono guadagnati sul campo un certo rispetto. La mia posizione era al fatto che pensavo che i media mainstream avrebbero potuto spargere letame sulla lotta. Ma ,ripensandoci, mi accorgo come sta questione non abbia nessuna copertura. Eppure, cazzo, dovrebbe interessarci; se non siamo complici di un genocidio ( che curioso questo termine mi ricorda una certa etnia TAMIL ora completamente ignorata, mentre il governo progetta una vera pulizia etnica), poco ci manca.

Su Dobuko Asari è indubbio che sbagli,il MEND gli ha risposto più che bene.

Henry Okah è una figura interessante, resta a vedere cosa farà;

tu che dici Edo, rientrerà in clandestinità?

Edo scrive:

X Sirlad. La risposta è la seconda. Delle vicende del delta in Italia non bisogna parlare…altrimenti i gruppi editoriali che lo fanno percdono ricchi contratti pubblicitari..indovinate da chi ?
In questo senso la stampa internazionale è più equilibrata. Basta scorrere le news su qualsiasi motore di ricerca, tu citi la BBC, ma io aggiungo Reuters, France Press o i grandi quotidiani internazionali (Guardian, New York Times, El pais) hanno già fatto conoscere la realtà del delta ai loro lettori.
Com’era ..un popolo di navigatori… non di giornalisti indipendenti.
X Andrea. Difficile approfondire i cinque morti carbonizzati. La Julius Berger (già implicata nelle vicende del delta) dice che sono stati trovati i corpi carbonizzati di cinque operai. Il Mend e diverse agenzie indipendenti dicono che ci sono stati otto morti nell’attacco, tutti della Marina nigeriana compreso un tenente che li comandava. Se i morti sono 5, 8 o 13 nessuno è in grado di poterlo dire da quì.
Un fatto certo è che la “propaganda” nel conflitto ha avuto un ruolo importante e spesso le “bugie” del portavoce dell’esercito sono venute a galla. Come quando l’ENI ha confermato i danni di un attacco che per la JTF non era mai avvenuto.
Non so quale sia la strategia del Mend né mi sento in grado di dare consigli. Una cosa è certa, hanno fatto minacce molto a lungo senza farle seguire dagli attacchi.
La “oil war” è partita dopo che le forze speciali (JTF) il 13 maggio hanno attaccato i campi del Mend nel Delta State. Gli attacchi sono partiti il 6 Giugno ed i guerriglieri hanno dato la dimostrazione di una “forza” e di una capacità d’azione insospettabile. L’attacco a Lagos ne è l’ennesima dimostrazione. Insomma il Mend ha dimostrato che l’esercito nigeriano non è assolutamente in grado di controllare la situazione quindi non credo che basterà la liberazione di Henry Okah a rimettere le cose a posto.
Questa volta per fermarli, il governo deve “FARE”, “non studiare” lo sviluppo della regione del delta, perchè secondo me il Mend è la “lotta di un popolo che vive in maniera disumana”. Lo hanno detto più volte ad Asari, quando dopo la sua liberazione (nel 2007- non lo confondere con Okah e il Mend) ha chiesto al Mend di sciogliersi, “noi siamo il Movimento per l’emancipazione del delta del Niger non il movimento per la liberazione di Asari (due anni fa) o di Okah (oggi).”
Certo c’è una grande differenza tra i due. Okah è rispettatissimo e amatissimo da tutti i capi militanti che fanno riferimento al Mend, non altrettanto Dobuko Asari o Ateke Tom.
Fonti indipendenti e possibilità di controllo in loco non ne conosco uso internet.

Andrea scrive:

Mi interesserebbe molto approfondire la questione dei cinque presunti morti carbonizzati. Se così fosse sarebbe una brutta gatta da pelare per la guerriglia. Certo credere di fare una lotta armata senza vittime civili è utopia, fatto sta che il MEND era quasi riuscito a farcelo credere. Per errore o no, il civile ucciso ci scappa sempre.

Tornando a considerazione meno solipsistiche e moralistiche, credo che Jomo Gbomo , o chi per lui, debba stare attento nell’ attuare il ” doppio binario”. Tenere le armi va bene, ma continuare a attaccare quando il nemico ha appena mostrato una certa benevolenza può essere controproducente. Troppo facili i: ” ve l’avevamo detto sono solo sequestratori e terroristi ( agenzia stampa vaticana docet). Se il fucile smettesse di tuonare per un pò forse sarebbe meglio. Giusto il tempo di riflettere e non fare cazzate…

Un obiettivo a breve termine è stato raggiunto ( liberare Heny Okah e Dokubo Asari) per quello a lungo termine ( farla finita con lo sfruttamento nel delta) mi sembra più difficile…

sirlad scrive:

indubbiamente le vicende di Okah o non interessano a nessuno, o danno veramente fastidio a tutti. Nessuno, dico nessuno in Italia ha dato fino ad ora la notizia, a parte il nostro Edu. Per curiosità ho fatto un rapido giro (repubblica, corrieredellasera, adnkronos, ansa..) e non trovato nulla! mentre la bbc ha messo un link dove, clikkando, apre un articolo che parla di Okah come uno dei capi della guerriglia. Ah! l’informazione…

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