Gaza, Marcos: «Le nostre grida fermano qualche bomba?»

lunedì 12 gennaio 2009 → 20:02 in Manhattan e dintorni

«Non molto lontano da qui, in un posto chiamato Gaza, un esercito fortemente armato ed addestrato, quello del governo di Israele, continua la sua avanzata di morte e distruzione. Una guerra classica di conquista. C’è un esercito professionista che sta uccidendo una popolazione indifesa”. Andrea Alzetta detto “Tarzan” blocca il Campidoglio.

Il bilancio delle vittime palestinesi sale oggi a 908, di cui 290 bambini e 120 donne. 4.000 sono i feriti. Il bilancio dei morti per parte israeliana è di tre civili e dieci soldati, secondo quanto ha riferito lo stato ebraico. Israele: anche fosforo nelle bombe.
Mi ha colpito molto l’intervento, pubblicato da Carta in questi giorni, del subcomandante Marcos dedicato alla guerra nei Territori

Tarzan ferma il Campidoglio per Gaza

Tarzan in Campidoglio

. A Gaza c’è «un esercito professionista che sta uccidendo una popolazione indifesa» ha detto Marcos. Nelle prime ore di questa domenica, centinaia di partecipanti al festival, che si tiene alla periferia di San Cristóbal, oltre i sobborghi indigeni di La Hormiga, sono arrivati nel centro della città per protestare contro l’invasione di Gaza. Nel pomeriggio Marcos aveva detto: «Non molto lontano da qui, in un posto chiamato Gaza, un esercito fortemente armato ed addestrato, quello del governo di Israele, continua la sua avanzata di morte e distruzione. Una guerra classica di conquista. Prima un bombardamento massiccio per distruggere postazioni militari nevralgiche e indebolire i punti di resistenza, poi il
fuoco intenso di artiglieria sulla fanteria nemica per proteggere l’avanzata delle truppe. Poi l’accerchiamento e assedio alla guarnigione, e l’assalto che conquisti la posizione annichilendo il nemico».
Sulla base delle foto delle agenzie, ha aggiunto Marcos, «i ‘punti nevralgici’ distrutti dall’aviazione israeliana sono abitazioni,
capanne ed edifici civili». Allora, «pensiamo che o gli artiglieri hanno una pessima mira o non esistono tali postazioni. Non abbiamo l’onore di conoscere la Palestina, ma supponiamo che in quelle case, capanne ed edifici abita o abitava della gente, uomini, donne, bambini ed anziani, e non soldati».
Forse, ha sostenuto Marcos, «per il governo di Israele quegli uomini, donne, bambini e anziani sono soldati nemici, e le capanne, case ed edifici dove abitano sono quartieri che bisogna distruggere. Sicuramente i fuochi d’artiglieria che questa mattina cadevano su Gaza erano per proteggere da quegli uomini, donne, bambini e anziani l’avanzata della fanteria di Israele, e la guarnigione nemica che vogliono sconfiggere non è altro che la popolazione palestinese che vive lì, e che l’assalto cercherà di annichilire».
Con la voce rotta, Marcos ha chiesto: «Le nostre grida fermano qualche bomba? La nostra parola salva la vita di qualche bambino palestinese? Pensiamo di sì. Forse non fermiamo una bomba, né la nostra parola si trasforma in uno scudo blindato», ma probabilmente riesce ad unirsi ad altre e «si trasforma in mormorio, poi in una voce alta e quindi in un grido che si senta a Gaza. Noi zapatisti e zapatiste dell’Ezln sappiamo quanto sia importante che in mezzo alla distruzione e alla morte si sentano parole di incoraggiamento».
Per il resto, secondo l’analisi di Marcos, «il governo di Israele dichiarerà di aver inferto un duro colpo al terrorismo, occulterà al suo popolo la dimensione del massacro e i produttori di armi avranno ottenuto un guadagno economico».
Il popolo palestinese resiste, deve sopravvivere e continuare a lottare, ha detto il portavoce zapatista. «Forse un bambino o una bambina di Gaza sopravviveranno e cresceranno e con loro cresceranno il coraggio, l’indignazione, la rabbia; forse diventeranno soldati o miliziani, forse affronteranno Israele e là in alto scriveranno allora sulla natura violenta dei palestinesi, faranno dichiarazioni di condanna di quella violenza e si tornerà a discutere di sionismo o antisemitismo. Nessuno chiederà chi ha seminato quello che sta raccogliendo».(Traduzione del comitato Maribel di Bergamo) fonte: www.carta.org
Continuano ad arrivare conferme dell’uso a Gaza di armi chimiche micidiali, proibite dalle convenzioni internazionali, da parte di Israele. «Sono bombe fumogene, ma un pò di fosforo nelle munizioni c’è». È questa la prima ammissione, arrivata lunedì da una fonte israeliana citata dalla Radio svizzera italiana, sull’uso di bombe al fosforo bianco, le micidiali “Willy Peter” come vengono chiamate nel gergo militare dalle iniziali di “whitephosphorus”.
Secondo quanto riportato dall’Unità il direttore dell’ospedale Dar al-Shifa di Gaza, il dottor Hussein Ashour, ha assicurato che la natura delle ferite riscontrate sui corpi di alcuni morti e feriti che vengono ricoverati nel suo ospedale non sono di tipo “tradizionale”. Secondo il dottor Ashour, un suo collega norvegese – Dagfinn Bjorklid – impegnato nello stesso ospedale, e che in precedenza aveva lavorato in Iraq, gli avrebbe confidato che, a suo parere, le ferite riportate dai pazienti ricoverati dimostrerebbero chiarametne come l’esplosivo utilizzato in questi giorni da Israele negli attacchi su Gaza contengano sostanze cancerogene. Bombe “sporche”, armi chimiche proibite dalla Convenzione di Ginevra contro la popolazione, come il fosforo bianco.

14 commenti a “Gaza, Marcos: «Le nostre grida fermano qualche bomba?»”

edu scrive:

Caro Ollio so tempi bui.

olimpico scrive:

Scusate ma dimenticavo l’altra “grande notizia” della giornata i 120 milioni di euro offerti dagli sceicchi del Manchester city per Kaka’,queste sono le notizie positive che danno lustro al Paese che diamine…….Tacci loro!

olimpico scrive:

Oggi i principali media erano tutti concentrati sul decreto “anticrisi” in votazione in parlamento che prevede tra l’atro l’ennesima legge discriminatoria verso gli immigrati …che tristezza.

edu scrive:

Daccordo con te, ma se leggi i commenti, il silenzio dei media e dei partiti è uno dei motivi per cui anche piccole iniziative come quella del Consigliere Comunale “Tarzan” che blocca i lavori del consiglio comunale e fà vedere un pò di quel sangue di cui nessuno vuol parlare sono salutate e pubblicizzate da noi.
Anche per questo abbiamo deciso di andare alla manifestazione di sabato.

tualet scrive:

se n’è parlato di sta’ cosa? dell’occupazione di tarzan. poco, mi sembra, poco…se non si ascolta marcos…figurati un tarzan qualsiasi…

sirlad scrive:

te lo confermo, il 17 c’è la manifestazione di cui parlavamo, che fai?

fabrizio scrive:

Ho visto la foto, meritava.

Edo scrive:

Era …ketchup-sangue sul pavimento

Edo scrive:

Ho messo la foto

Edo scrive:

Daccordo completamente. Per questo ho riproposto l’articolo, per gridare nel nostro piccolo. Probabilmente sabato prossimo manifestazione nazionale a Roma. Oggi Tarzan ha fatto sospende la seduta del Consiglio Comunale a Roma buttando una cesta di pomodori (sangue) in aula e spalmandocisi sopra rivestito dalla Kefiah e dalla bandiera Palestinese . Abbiamo conquistato 1 minuto al TG3 – Regione. Per i TG Nazionali bisogna essere più eclatanti!

fabrizio scrive:

fosforo o meno io sono d’accordo col comandante Marcos, le nostre grida forse non fermeranno le bombe ma devono arrivare davvero fino Gaza ed oltre. Il silenzio e l’indifferenza è proprio quello che Israele vorrebbe per svolgere fino in fondo la sua strategia che non prevede uno stato Palestinese con o senza Hamas, né ora né mai.

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