“Miracolo a S. Anna”, l’ultimo film di Spike Lee è un falso storico.

venerdì 3 ottobre 2008 → 22:51 in Non solo Arte

Per il regista americano Spike Lee la responsabilità della strage di Sant’Anna di Stazzema è dei partigiani che “colpivano e poi scappavano”. Un falso storico ed una gravissima offesa alla Resistenza. Prima di girare il suo film, il regista avrebbe dovuto leggere la verità sull’orribile strage, così come emerge dagli atti processuali, dice l’ANPI, la responsabilità dell’eccidio è unicamente degli occupanti nazisti.

Il 1 Ottobre, al cinema Politeama di Viareggio, è stato presentato in anteprima l’ultimo film di Spike Lee dedicato a San Anna di Stazzema. Davanti al cinema l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Pietrasanta-Massa-Carrara ha distribuito un volantino che ci ricorda molte cose. La prima è sicuramente che “la bugia ha un forte potere mediatico, il film, se visto acriticamente, farà passare per vera una falsità storica sull’eccidio di S.Anna di Stazzema già denunciata nella famosa sentenza del Tribunale militare di La Spezia”.
La falsità storica raccontata da Spike Lee è che a causare la strage fu il tradimento di un partigiano. Niente di più falso.
Vi invito quindi a leggere il volantino dell’ANPI che per fortuna ha ancora voglia di insegnarci qualcosa.
Il film di Spike Lee “Miracolo a Sant’Anna” indica come causa della strage del 12 agosto ’44 il tradimento di un partigiano, che guida in paese le SS per consentire la cattura del suo comandante.
La libertà di espressione e la creatività artistica sono diritti sacrosanti, ma non possono sconfinare nella menzogna e nel falso storico, per di più dopo la sentenza del Tribunale Militare di La Spezia che ha stabilito che la strage fu un’operazione pianificata a tavolino per colpire la popolazione, senza alcuna responsabilità del movimento partigiano, confermando, così, anche i risultati della ricerca storica.
La fedele ricostruzione del massacro proprio sul luogo dove avvenne, com’è quella effettuata da un regista di indubbia e meritata fama come Spike Lee, finirà per indurre gran parte degli spettatori a ritenere veritiera la vicenda cinematografica, che, invece, è una pura fantasia e una colossale falsità storica.
Sconcertante l’indifferenza con cui il problema è stato affrontato da soggetti, che, a vario titolo, dovrebbero essere sensibili a queste tematiche e che hanno dato prova di un antifascismo di maniera, ipocrita e superficiale, addirittura più interessato al “ritorno di immagine” che alla verità.
Grave è il comportamento del Sindaco di Stazzema Michele Silicani, che ha accolto a “scatola chiusa” il progetto del film, definendolo un’importante occasione per la conoscenza degli eventi e per la promozione turistica e, addirittura, un omaggio al sacrificio dei partigiani.
Disarmante quello dell’Associazione Martiri di Sant’Anna e del Comitato per le Onoranze (a quest’ultimo è affidato, per legge, il compito di valorizzare il patrimonio storico e morale della Lotta di Liberazione) che con il loro “assordante silenzio” hanno avallato l’offesa recata alla Resistenza.
Pericolosa la superficialità di enti e Stato che hanno sostenuto, magari anche economicamente, il film, attirati dal miraggio del grande regista.
Lo ripetiamo l’ANPI non ce l’ha con Spike Lee che può dire e fare ciò che vuole, ma ce l’ha con un antifascismo istituzionale e di facciata che è pronto a sacrificare anche la verità sia per vanità, sia per presunti vantaggi che ne verrebbero al territorio, sacrificando la coerenza a vantaggio dell’apparenza e dell’utile.
Fare dei distinguo su un film dedicato a Sant’Anna e denunciare che attraverso esso passa con grande clamore mediatico l’avallo ad una valutazione revisionista della Resistenza e dell’Antifascismo non vuol dire essere vecchi o tanto meno vetero, anzi all’opposto significa avere coscienza e lucidità del grave momento che sta attraversando la nostra società, proprio nel vedere venir meno valori fondamentali che sostanziano la democrazia. Esiste infatti ormai un clima sociale e culturale plebiscitario e quindi anticostituzionale, xenofobo e classista e al fondo razzista, totalmente illiberale perché superficiale verso i diritti umani, che guida l’azione di importanti forze politiche del paese, per il quale non si avverte nella sostanza una distinzione reale e profonda fra i valori del ventennio fascista e quelli democratici.
BASTA CON LE ACCUSE FALSE E TENDENZIOSE AI PARTIGIANI E CON LE OFFESE ALLA MEMORIA DEI CADUTI DELLA RESISTENZA!
A firmare questo testo sono le sezioni dell’ANPI di Pietrasanta, Montignoso, Massa, Carrara, Intercomunale di Licciana Nardi, Villafranca e Pontremoli, ai quali invio il mio personale ringraziamento.

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