Italia: Fine della democrazia?

lunedì 26 maggio 2008 → 16:09 in Manhattan e dintorni

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La nostra Associazione ha deciso di esprimere una posizione sulla situazione italiana per farla conoscere nel Sud del mondo. Lo abbiamo fatto attraverso l’articolo del nostro portavoce Giuseppe De Marzo che vi invito a leggere:

Fine del contratto nazionale, con conseguente disarticolazione dei sindacati ed annullamento giuridico del loro ruolo. Costruzione di nuove centrali nucleari, nonostante un referendum ne sancisca il divieto e la scienza continui a sostenere che non siano sicure. Reato penale di clandestinità, in aperto contrasto con la carta dei diritti dell’uomo e con le stesse raccomandazioni di Bruxelles. Criminalizzazione e repressione dei movimenti sociali. Realizzazione di 4 inceneritori e svariate discariche in Campania per affrontare il problema dei rifiuti a Napoli, nonostante quel territorio sia già avvelenato da anni di spazzatura e siano diffusi tumori, leucemie ed alterazioni genetiche. Finanziamenti giganteschi per fare grandi megaopere, come il ponte sullo stretto di Messina e treni ad alta velocità in Val di Susa, così da ingrassare le casse delle mafia in Sicilia e Calabria e quelle delle imprese legate alla politica nel nord del paese. Cessione di territori per realizzare la base militare statunitense più grande d’Europa nella città di Vicenza. Riforma e unificazione nella catena di comando dei servizi segreti. Non è un film dell’orrore ma le scelte e le prospettive messe in campo dal nuovo governo Berlusconi nel suo primo mese di governo.
In Italia siamo giunti all’epilogo di quel che resta della democrazia rappresentativa. La vittoria di Berlusconi alle ultime elezioni politiche, con il trionfo dell’alleato partito razzista-xenofobo “Lega Nord” e la scomparsa della sinistra istituzionale dal parlamento, hanno dato un’impressionante accelerazione della crisi della democrazia e della politica, sempre più visibile in questi ultimi anni. Una crisi che investe tutta Europa e che scaturisce in grossa parte dal fallimento dell’idea socialdemocratica di “governare” il capitalismo e la crescita economica. Sono stati proprio i governi socialdemocratici di tutta Europa negli anni novanta ad avviare le privatizzazioni e le liberalizzazioni, a smontare quel che restava del “welfare”, a precarizzare il lavoro, ad accettare le guerre in casa nostra, a schiacciarsi sull’alleanza “inevitabile” con gli Stati Uniti ed a rendere il Parlamento Europeo un luogo giuridicamente sterile ma controllato dai lobbisti delle multinazionali. Adesso la destra sta solo continuando “l’opera” iniziata e legittimata a sinistra. L’Italia non si sottrae a questa regola ed i fallimenti delle scelte fatte da due governi di centro sinistra, spiegano meglio di qualsiasi altra cosa il ritorno del Cavaliere, ormai al suo terzo governo in quindici anni.
Una nuova teologia è nata, ed è quella della crescita economica a qualunque costo, anche se il prezzo da pagare è la fine della democrazia, appunto. In pochi giorni assistiamo in Italia ad una spinta autoritaria che crea ad arte attraverso i mass-media un’agenda fatta di paure, di demagogia, di rifiuto per “l’altro”. Un’uscita “ a destra” come risposta alla crisi economica in atto era prevedibile, ma nessuno immaginava fosse di questa portata. Sul piano istituzionale, invece, l’opposizione “dell’americano” partito democratico di Veltroni, che unisce gli eredi del PCI con quelli della democrazia cristiana, appare impantanata in un buonismo da bon ton anglosassone declinato su un’opposizione sterile che per di più mal si addice alle tradizioni politiche del nostro paese. Un partito, quello democratico, che è stato sconfitto pesantemente lo scorso 13 aprile da tutti i punti di vista e che non sembra assolutamente capace di mettere un freno allo strapotere di Berlusconi e quel che è peggio, pare addirittura non volerlo fare. Infatti, è stato proprio Veltroni a creare quel clima di finta pacificazione nazionale nei confronti di Berlusconi, come se non fosse più quel personaggio pericolosissimo ed antidemocratico, capace negli ultimi quindici anni di cambiare con le proprie televisioni ed il suo strapotere economico e finanziario la percezione stessa degli italiani. Il morbo del “berlusconismo” ha ormai contagiato da tempo le forze politiche del paese, facendole scendere su un terreno sul quale era immaginabile vincesse la destra. Averla rincorsa sugli stessi argomenti e copiandone i programmi economici, tentando così di ingraziarsi i poteri forti (chiesa e finanza su tutti), ha prodotto come unico risultato lo sfondamento di una cultura di destra nel paese. Una cultura, quella della destra, che in Italia non aveva mai attecchito del tutto, anzi. In Italia esistevano potenti anticorpi ad una cultura di destra, e non erano solo organizzati dai partiti della sinistra ma da un sentire comune che aveva interiorizzato le storie di lotta e di liberazione secolare dei nostri territori. Un collante sociale costituito da valori forti, forgiati intorno alla Carta Costituzionale figlia della guerra di resistenza partigiana fatta da comunisti, socialisti e cristiani. Una costituzione avanzatissima che sanciva il predominio della pace sulla guerra, del lavoro sulla precarietà, della solidarietà sull’egoismo sociale, del diritto a dissentire sulla repressione, dell’accoglienza sull’esclusione. Basterebbe analizzare quest’ultimo tema per renderci conto quanto sia cambiato quel sentire comune. Un popolo di migranti per eccellenza, gli italiani. Oltre 60 milioni del mondo. Ed oggi con tristezza guardiamo quegli stessi italiani cacciare e guardare con odio migranti che indossano gli stessi occhi dei nostri nonni e dei nostri avi. Una memoria fatta a pezzi, grazie non solo alla spinta capitalista in atto ma soprattutto a causa dell’incapacità della classe dirigente del centro-sinistra e della sinistra, colpevoli di non aver letto i cambiamenti di questi ultimi quindici anni, rimanendo addirittura succubi rispetto a Berlusconi sul piano dell’immaginario. Invece di proporre un’idea altra di mondo, di società, di politica, di partecipazione e di sviluppo del paese in grado di appassionare e far ritornare a partecipare i cittadini, la sinistra si è chiusa nel suo recinto settario accompagnata da una burocrazia partitica fastidiosa e arrogante quanto fuori dalla vita reale delle classi sociali che voleva rappresentare. Oggi la sinistra è scomparsa dal parlamento per la prima volta nella storia italiana. Non c’è da fare feste ma nemmeno troppo da piangere. Forse sarà la volta buona che capirà che l’unica maniera per creare consenso resta quella di ascoltare le proposte che arrivano dai territori e dai movimenti, difendere le classi più deboli e lavorare per la trasformazione sociale facendosi portatrice di un messaggio rifondatore della democrazia. Solo così la sinistra può essere utile per contribuire insieme alle nuove soggettività della politica a superare il modello capitalista. Ed è solo nel conflitto sociale che la sinistra potrà ricostituire se stessa anche sul piano delle pratiche.
Oggi in Italia la storia è cambiata ed il quadro all’orizzonte non è tranquillizzante. Non rimane che ai movimenti, ai comitati, alle realtà territoriali, ai sindacati di base, organizzare l’opposizione sociale, politica e culturale alle destre. La repressione attraverso “decreti straordinari per la sicurezza”, già in atto, rappresenta un segnale chiaro di come la destra questa volta goda dell’appoggio e della legittimazione non solo dei poteri forti, ma di una parte cospicua, come dicevamo, dell’opposizione istituzionale. Il Corriere della Sera, vero organo del “capitalismo illuminato” italiano, ha già sentenziato che non poteva esistere un clima migliore nel paese. Finalmente Berlusconi e Veltroni dialogano per le riforme e sono d’accordo sulle grandi questioni strategiche per la crescita del paese, per la sicurezza e per i grandi investimenti da fare. Il Corriere aggiunge come sia un bene anche l’assenza della sinistra dal parlamento e come in Italia la si debba smettere con i movimenti, i comitati e le resistenze che esistono ormai in quasi tutti i luoghi della penisola. “Bisogna farla finita una volta per tutte con il partito del no”, dice il Corriere della Sera. Sono invece proprio questi luoghi e queste nuove soggettività della politica a costituire l’argine allo sfondamento della destra, e sono gli unici dai quali ripartire per immaginare un’idea della democrazia e dello Stato che non sia razzista ed escludente. Quando i diritti vengono cancellati o messi in discussioni, è nel conflitto che si ri-scrive o si cancella la democrazia. È in gioco quella stessa idea di paese sognata e costruita dai padri costituenti ed oggi vilmente tradita e svenduta. Nei prossimi mesi ci giochiamo dunque molto di più dell’esistenza o meno di uno spazio per ricostruire la sinistra italiana.
Giuseppe De Marzo
www.asud.net

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19 commenti a “Italia: Fine della democrazia?”

fabrizio scrive:

C’è il silenzio e l’ignoranza, magari fosse solo intontimento. Io sono preoccupato, molto.

edu scrive:

Però pensa quanti n’tontiti ha convinto.
Na rissa fra opposte fazioni politiche… hai capito! A=B (Dove A stà per centri sociali e sinistrorsi vari e B per nazifascisti e nazionalisti)
….ti ricorda niente ?
Ora è anche peggio di allora…. ora c’è …il silenzio.
Sò cazzi!!! C’è di che essere preoccupati!!

fabrizio scrive:

Già hai ragione, forse offrivano fiori e noi, maliziosi, sempre a pensare male e a farci incantare dalla tele…

edu scrive:

L’Aggressione fascista, ammessa nei fatti da un esponente di Forza Nuova al TG1 della sera (loro stavano coprendo i nostri manifesti, i nostri si sono fermati e sono scesi dalle macchine…portando fiori???.), viene derubricata dal Governo, per bocca di Mantovano a RISSA fra fazioni rivali.
E’ peggio, molto peggio di quello che pensavamo.
Grillo smettila!

Marco scrive:

Creare la Notizia ad arte: probabilmente stasera la semplice scaramuccia tra pischelli avvenuta a Roma sarà in prima pagina del TG1 -TG2 e del TG5 , spostando, ad arte, l’attenzione dalle altre beghe, prima tra tutte il fatto che siamo letteralmente in guerra e che ci saranno le centrali nucleari .
La gente non ne può più” Si sorvolerà sullo scivolone della maggioranza sulle frequenze……Anche grazie a chi , inconsapevole abboccone alle innocue provocazioni della destra, si spende su innocue scaramucce….” Alla via così……continuate ad abboccare….continuate a fare il gioco della destra…..da sempre è così. A volte, inconsapevolmente, ci si dà la zappa sui piedi. Essendo una metafora mi rammarico del fatto che non sia una realtà…….almeno sentireste il dolore.

Marco scrive:

Da qualche parte bisogna iniziare. Io credo che la corruzione sia un male grave. A tutti i livelli. Credo comunque che la corruzione dilagante e l’assenteismo impunito e sfacciato rappresentino solo una piccola sezione di un solido complesso del quale si conosce pure il vero volume. Non si deve aver paura del luogo comune. Probabilmente è stato il sottovalutarlo che ci ha portato al Berlu-Quater.

Sull’aggressione squadrista credo che tutti i protagonisti, giovani, siano un poco fuori tempo. Una piccola scaramuccia senza significato. Qualche giovane idiota esaltato della destra voleva farsi bello davanti ai capi. Ora ci pensa il sindaco……Non parlerei più di fascismo e comunismo……le parole sono importanti!!!! I mezzi di informazione ufficiali faranno di tutto per farne un caso grave: devono attrarre audience per incollarci alla tele. Questo è il vero trionfo del luogo comune: non saper inquadrare ciò che avviene per quello che è realmente.

fabrizio scrive:

No, io non credo sia intontimento, mi sembra molto più semplicemente il trionfo del luogo comune. Riassumere tutti i mali dell’Italia nella corruzione e nell’assenteismo dei dipendenti statali credendo che altrimenti tutto funzionerebbe alla perfezione appare a dir poco ingenuo, un po’ come dire che la spesa pubblica è in rosso perché i parlamentari guadagnano troppo o perché sono troppi.
Sarà una coincidenza ma sono, più o meno, le stesse cose che dice la lega quando parla di Roma ladrona…

Sull’aggressione fascista premedidata di ieri all’Università i mezzi d’informazione possono raccontare ciò che vogliono ma mi pare difficile definire in altro modo quanto fatto da un gruppo di persone scese da una macchina con spranghe in mano…

Marco scrive:

L’assenteismo, tra questi mali, è quello maggiormente in uso nella pubblica amministrazione, molto visibile ma difficilmente condannabile dato che tutti lo praticano e nessuno lo denuncia dall’interno: tra cani non ci si azzanna. I sindacati poi intervengono pure.
Accettare mazzette è da codice penale, ed è banale e chiaro che sia da perseguire…è un reato! E direi non centinaia ma migliaia di dirigenti, ma ci metterei pure gli usceri….i veri collettori.
Il problema è che devi oliare pure per presentare una pratica corretta, per la quale ci sono tutte le carte a posto. Ormai basta la 100 Euro ed un funzionario si cala le braghe, e chi paga lo tiene in pugno per sempre.
Denunciare è d’obbligo. Se sei stato concusso direttamente denuncia, senza indugi.
poi so’ io intontito….

edu scrive:

A proposito delle aggressioni fasciste:
Ricordiamo che quella di ieri è stata un’aggressione fascista premeditata compiuta da militanti di Forza Nuova contro tre studenti universitari di sinistra che stavano attaccando dei manifesti nei pressi della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza.

Attenti ai media pertanto. Non si è trattato né di “botte tra antifascisti e militanti neri” come riporta Panorama.it, né di “rissa” come invece racconta la Repubblica.it, né di “scontri tra militanti di estrema destra e giovani dei centri sociali” come si legge sul sito del Corriere della Sera.

Alle 20.00 il TG1 parla di “scontri fuori dall’università tra estremisti di destra e centri sociali” mentre il TG2 fa peggio, intervista Roberto Fiore, il quale difendendo i picchiatori di Forza Nuova dà la sua versione dei fatti e cioè che i militanti fascisti sarebbero stati aggrediti dagli studenti di sinistra.

E’ da condannare fermamente inoltre il riferimento che sia il Corriere della Sera che il TG1 fanno ai centri sociali come parte contrapposta ai militanti di estrema destra. I centri sociali della zona praticamente non hanno nulla a che vedere con l’accaduto, che riguarda esclusivamente studenti della Sapienza e militanti di Forza Nuova. Citare i centri sociali in questa vicenda, non fa altro che gettare discredito su di essi senza motivo apparente, se non quello probabilmente di agevolare il neosindaco di Roma nel suo proposito di ridimensionare la loro presenza nel tessuto urbano, come nelle settimane scorse ha già anticipato di voler fare.

edu scrive:

C’è il malcostume.
Certe volte caro Grillo me sembri più che n’tontito.
Il problema non sono ministri corrotti e ripetutamente condannati che ancora siedono in Parlamento. I problema non sono le centinaia di Dirigenti che accettano mazzette e assumono dietro compenso o raccomandazione…. questo non và a discapito della comunità!!!
Il problema non sono quelli che “agevolano ..le pratiche” se ben oliati da qualcuno.
Il vero malcostume in Italia si chiama “assenteismo”, quello sì che fà male al Paese!!!!!!!
A Grillo …..vattela a pià…..

Marco scrive:

I diritti acquisiti dai lavoratori, a qualsiasi titolo, devono essere garantiti. Il malcostume dell’assenteismo, dilagante nel pubblico impiego, va, invece, azzerato, dato che va a scapito della comunità. Il problema è che un terzo di questi non ha un vero lavoro da svolgere, dato che la loro assunzione a tempo indeterminato è stata il frutto di voto di scambio, senza che ci fosse la necessità della loro presenza.
Stamattina ero in ufficio tecnico da sempre conosciuto dagli addetti ai lavori come “la fogna”: ‘sta storia dei “fannulloni a casa” deve averli colpiti, quindi hanno esagerato: erano tutti in giacca e cravatta….. pure alle sedie avevano messo la cravatta, cosa che per questi, evidentemente, è sinonimo di efficenza, con 24° alle 9.00 di mattina. Accaldati e furiosi, forzatamente cortesi.
Alle informazioni c’era oggi una donna giovane in talleur, dove prima c’era un simpatico ragazzo sovrappeso e completamente matto, che dopo una ventina di minuti dalla domanda ti dava pure l’informazione giusta e aggiornata, l’unica nota umana di tutto l’ufficio, che avranno sbattuto chissadove….o forse soppresso.
Ahh….se non ci fossero i fantasisti…. anche il calcio sarebbe finito.

edu scrive:

Brutti segnali…potrebbe esse n’film già visto! ….Gli “estremisti” che si scontrano dando il “via libera” alle provocazioni e ai pestaggi delle bande di destra. Poi qualcuno all’ennesima aggressione reagirà…. un gran brutto film…poi ci sarà bisogno di “reprimere” e giù altre leggi “speciali”… i segnali ci sono tutti e il clima è brutto!
D’altra parte in un paese dove il problema sono i “fannulloni” non i “banditi” che li hanno diretti per una vita.
Il Paese và male perchè ci sono i “fannulloni” non perchè c’è una classe politica inetta e predatoria… ma sì prendiamocela con i “fannulloni”…cacciamone qualcuno..diamo l’esempio!!!!
Altro che INTONTITI!!!!

fabrizio scrive:

Intanto a Roma registriamo la seconda aggressione fascista in tre giorni…

edu scrive:

Istruito non sempre vuol dire “sveglio”, “attento”, “politicizzato”.
Quando fai questi commenti ho difficoltà.
Ti ricordi quel bel libro (1996) dove si parlava della società 20:80 senza una classe media degna di nota ? Ti ricordi quale soluzione davano per tenere buono l’80% di “poveri” e senza lavoro ?
La parola che usavano è: tittytainment, dicevano(Brezniski), che è un incrocio tra “entertainment” e “tits”, il vocabolo che nello slang americano indica il seno.
La combinazione tra intrattenimento atto a intontire e un’alimentazione sufficiente dovrebbe senz’altro bastare per tenere su di morale la popolazione frustrata del mondo.

Ora caro Doppiafila sono passati 13 anni da quella riunione al Fairmont e sono arrivati oltre la metà del guado. L’intrattenimento atto ad intontire ha sicuramente funzionato e la popolazione è sicuramente frustrata , ancora un pò di latte sgorga dal seno della madre…..
Ti ricordo il sottotitolo di quel libro che come ricordi era: La Trappola della Globalizzazione. L’attacco alla democrazia e al benessere. Vedi tu.

Doppiafila scrive:

Ciao edu, al “sud del mondo” sarebbe interessante spiegare come mai un popolo istruito come gli italiani abbia votato in massa per Berlusca & Co…. e se invece che alla fine della Democrazia in Italia stessimo assistendo ai suoi risultati concreti???
E poi: quando Giuseppe usa frasi come “Riforma e unificazione nella catena di comando dei servizi segreti”, secondo me i suoi (vostri) interlocutori del Sud del Mondo non inorridiscono tanto come ti aspetti: per gente che non sa nemmeno cosa sia la divisione dei poteri e che non ha accesso a INternet o ad un giornale d’opposizione, una riforma condotta da una maggioranza eletta (ed in dialogo con un’opposizione eletta, per un totale di un buon 85% deio suffragi) potrebbe sembrare una piccolezza…
Saluti, Doppiafila

fabrizio scrive:

Mi sembra che alla lucida analisi di Giuseppe De Marzo ci sia ben poco da aggiungere e non posso far altro che condividere le sue stesse preoccupazioni. Nei prossimi mesi ci si gioca molto di più che la ricostruzione della sinistra italiana. Molto di più.

Marcos scrive:

Il Marco. Era un pò che mancavi, però vedo che sei in forma strepitosa, alcuni passaggi sono da antologia!
Noi in Mexico, in particolare nella Selva, uno così non possiamo permettercelo…beati voi che potete permettervi i “fantasisti”, da noi non durano….

Marco scrive:

Quando sbatti ‘du ova e le metti in padella, dovunque nel mondo, hai fatto solo ‘na frittata. O al massimo può essere un’ Omelette.
Se poi ci piace chiamarla “omelette supreme de cagat avec champignon”, dando voce ai mestieranti dell’opposizione pagati che si crogliolano all’ombra della terminologia pseudocontroregime, cercando uno spazio che non trovano tra la chiara e l’albume, io mi dissocio.
Sono questi che ci hanno portato alla rovina. I mestieranti del dissenso, quelli che del dissenso hanno fatto una professione.

edu scrive:

Come potete vedere l’articolo di Giuseppe ricalca molti dei miei commenti sull’attuale fase politica. Da oltre 15 giorni io e Giuseppe non ci parliamo (lui era a Lima al controvertice con una delegazione di ASud) eppure come potete constatare diciamo all’incirca le stesse cose.
Vi dico questo per almeno due motivi:
1) La sinistra c’è e ragiona con la sua testa
2) La conferma di quanto sia omogenea la nostra Onlus

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